Food in Budapest

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Dopo il mio viaggio a Barcellona avevo raccolto qui un piccolo resoconto gastronomico perchè in effetti i cibi più o meno tipici di un paese giocano sempre un grosso ruolo nei ricordi di viaggio. La cena medievale in Estonia, la quiche di cipolle in corsica (e le baguettes appena sfornate portate in giro per il campeggio!), il formaggio - ovunque! - a Berna... tanti ticordi sono allegramente gastronomici, e quindi perchè non ricapitolare anche gli "assaggi" principali del mio viaggio di settembre a Budapest? Mi fa piacere ricordarli!

Io sono piuttosto curiosa in viaggio, e mi piace scoprire i sapori locali. C'è da dire che la cucina ungherese mi è familiare, e quindi senza troppi pensieri abbiamo anche inserito elementi estranei ed internazionali: Budapest ci ha regalato tanti sapori anche poco diffusi da noi, e li abbiamo abbracciati con entusiasmo.

Il pranzo del primo giorno è passato fuori inquadratura: a casa di parenti, abbiamo mangiato, chiaccherato, scoperto che mi piace il caffè con il miele... e non abbiamo fotografato nulla. Ma posso assicurare che era tutto buono!
La prima cena invece è stata... beh, mettiamola così: ero sveglia da 17 ore, con due ore di sonno alle spalle. Bastava fosse commestibile. Per cui Burger King non sarà haute cuisine, ma un sandwich al pollo ha fatto il suo dovere! (E sì, i nomi dei panini sono tradotti dall'inglese. Questo trauma me lo porto fin da piccola, quando speravo dopo una settimana passata a non capire nulla - perchè l'ungherese è assolutamente incomprensibile per me - di potermi ordinare un panino da mc donald's senza ricorrere alle traduzioni di mia madre... salvo scoprire che non riuscivo ad individuare nemmeno un big mac nel menu tradotto. Ecco, son passati vent'anni ed è ancora così. Però ho imparato che csirke è il pollo, ecco.).

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Stare in appartamento anzichè in hotel ci dava la possibilità di fare comodamente colazione prima di lanciarsi fuori casa, ma visto che alla mattina del secondo giorno non eravamo ancora andate a fare la spesa, mi sono affidata alla mia app di mappe che mi diceva quanto fosse vicino il primo starbucks disponibile: apple cake e caramel macchiato per mia mamma, carrot cake e pumpkin spice latte per me. Non ci faccio una malattia e non sarò in coda quando aprirà in centro a Milano, però ogni tanto ci sta! (E poi ormai il pumpkin spice latte me lo so fare da sola!).

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Per pranzo, dopo una mattinata di visite e scoperte, ci siamo recate al mercato centrale - che come architettura iniziale mi faceva parecchio pensare alla Boqueria di Barcellona...

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...in effetti la bancarella coi succhi di frutta e le macedonie non aiutava proprio a dissimulare questa somiglianza...

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...ma bastava guardarsi in giro per trovarsi circondati da paprika, aglio e salumi... sì sì, eravamo decisamente a Budapest.

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Se gli stand del pian terreno sono quelli classici di un mercato con tutti i generi alimentari, per mangiare un boccone si sale al primo piano dove corridoi super affollati ospitano stand pronti a soddisfare tutti i gusti. Noi abbiamo sfidato il colesterelo cedendo ad una bancarella di carni e salsicce:

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Uno gigantesco spiedino a testa, più  birra e patatine: credo di averli digeriti l'altroieri, ma erano buonissimi! Wurstel avvolto nel formaggio avvolto nella pancetta... sì, una cosetta leggera: ma ne valeva la pena.

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Non mi sono lasciata nemmeno tentare dai mini- kürtőskalács perchè tanto ormai lo sappiamo cucinare in casa - anche se in effetti questi così belli spessi e sofficiosi dovevano essere niente male!

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Ci siamo però concesse due torte ricche di caramello e cioccolato (non chiedetemi i dettagli, non ho capito nulla della spiegazione della venditrice) che abbiamo mangiato con calma a casa, per merenda!

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La sera abbiamo dovuto decidere dove cenare, perchè i parenti ci attendevano per cena. Non sono proprio sicura di aver capito *esattamente* cosa ho mangiato, ma posso dire che era buono. Questi involtini di prosciutto erano ripieni di formaggio, ma era piccante, probabilmente con del rafano o qualosa di simile... ma è solo una mia ipotesi (che potrei cercare di ripetere per verifica!).

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Allora, i pulcini quei sotto erano carini dal vivo. Lo giuro, in foto sembranmo molto più inquietanti, ma nulla toglie che fossero anchedecisamente saporiti. Cosa ci fosse dentro? Io di sicuro non lo so. Ma erano carini, anche se un filo gelatinosi come il prosciutto di prima: ecco, la gelatina mangari io la salterei proprio. Mai  pulcini di uovo... quelli li promuovo!

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Sull'insalata d'ispirazione greca ho da dire una cosa: perchè loro hanno una feta buonissima e delicata e noi abbiamo dei blocchetti di calcestruzzo iper-salato? Sul serio, questa era riconoscibile come feta, ma più morbida, quasi cremosa... era buonissima!

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Sabato a pranzo abbiamo optato per un locale quasi turistico,  nella Vaci Utca - di solito li eviterei ma mi piaceva l'idea di qualcosa di vagamente tipico, e di un locale rilassante e tranquillo. Ovviamente
non saprei dire *esattamente* cosa ho mangiato, so che abbiamo saltato a piè pari il menu che aveva pollo alla paprika e gulash (la mia regola di solito è "se lo so cucinare anche io, perchè farlo cucinare a qualcun'altro?) in favore di uno lievementi più ricercato. Indi, abbiamo iniziato con una zuppa leggera -  che ovviamente non saprei nominare. Brodo, verdure, carne... buona. Qualsiasi cosa fosse.

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Per secondo ho optato per l'anatra, con i cavoli aromatizzati e i rosti di patate, con salsa all'arancia. Era davvero buona, saporita e ben cotta. I crauti profumati li vorrei proprio rifare, a scoprire una ricetta da seguire.

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Il dolce era la cosa meno memorabile (e visto che non mi ricordo niente dei piatti che so mi siano piaciuti, figuriamoci questo!): un paciugo di pasta, crema, cioccolato, senza propriamente nè capo nè coda. A crema e cioccolato non dico di no, ma l'effetto generale era un po' meh.

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Ci siamo rifatti sul fronte della tipicità con la seconda cena a casa dei parenti: cavolo ripieno di carne, con panna acida, paprika e brodo. Mi è piaciuto davvero un sacco! Certi pezzeti di carne affumicata ad insaporire il tutto me li sogno ancora... erano una delizia!

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Domenica mattina ci concediamo una seconda colazione in un caffè a dir poco meraviglioso: cioccolata e latte macchiato sono fondamentalmente solo una scusa per entrare ed è più l'ambiente a meritare il prezzo elevato che le bevande in quanto tali: ma ogni tanto uno strappo alla regola si può fare. (New York Cafè - cercatelo su google!)

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Per pranzo ho individuato una location - non saprei come altro definire l'accorpamento di cortili e vicoli del Gozsdu-udvar - a ridosso del ghetto ebraico, ricco di locali di tutti i generi ma con una tendenza esterofila vagamente hipster. Finiamo in un locale thai decisamente simpatico dove divoriamo due porzioni più che abbondanti di noodles speziati e the freddi aromatizzati. Ecco, questo dietro casa mi piacerebbe proprio averlo.

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Queste giornate ungheresi mi stanno lasciando a corto di caffeina, per cui optiamo per una sosta da costa coffee -  e io ritrovo la tazzona formato vasca da bagno che avevo già incontrato a Londra a maggio. Inutile dire che non ne ho avanzato una goccia.

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Alla cena del quarto giorno siamo proprio stanche, e cambiamo di nuovo continente: se anche Kentucky Fried Chicken ha aperto in italia, io non ci sono ancora stata per disinteresse - la curiosità di provarlo me la sono levata a Barcellona più di dieci anni fa - ma è vicino, comodo... okay, che fried chicken sia! Wraps, pollo, patatine, e mais bollito: buono, facile, comodo... io non mi lamento!

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Ci rimane ancora un giorno di viaggio, e poco tempo per fare le turiste: lunedì facciamo una passeggiata ed un giro al mercato rionale, per curiosare tra bancarelle e shopping quotidiano, senza turisti in giro.

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Finalmente riesco a soddisfar euna curiosità gastronomica che mi ero tenuta: c'è un chiosco che prepara i lángos : delle frittellone salate deliziose che vengono condite da quintali di toppings (formaggi e salumi in primis) ma che scelgo nella versione più semplice possibile: ricoperti da una dose imprecisata di pasta d’aglio, potentissima.

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Credo che non dovrò temere vampiri per il prossimo futuro , ma ne vale la pena (quelloc he è bianco è aglio, puro. Immaginatevi!)

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Ancora un pranzo con i parenti: andiamo in un ristorantino frequentato dai locali in una zona pedonale molto carina, dove pranziamo con carne stufata, patate e birra: buono e genuino, direi che la cucina casereccia si apprezza sempre.

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La cena va un po' dispersa tra le attese in aeroporto, e giusto per non rosicchiare i sedili dell'aereo (o il cibo che vendono a bordo, che immagino abbia lo stesso sapore) ci fermiamo a prendere caffè (okay, un caramel macchiato) e torta di mele in una caffetteria.... come ultimo pasto unghere di certo non è tipico, ma qualcosa di dolce e caffeinato era quello che ci voleva!

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Mi riprometto di provare ad imparare qualche ricetta tipica: chissà che non sia l'anno buono! Coi dolci un po' me la cavo, tra kürtőskalác, beigli, susine ripiene... ma posso allargare il repertorio!

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