Szilvas Gomboc: gnocchi ripieni di susine

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Ho un vago ricordo di aver mangiato questi dolci nel tinello di casa di mia nonna, il sabato dopo aver fatto un giro per il mercato di Viale Papiniano e prima di salutare mia mamma che tornava a casa mentre io passavo il weekend dalla nonna (che spesso prevedevano visite al Museo di Scienze Naturali... praticamente avrei potuto fare la guida del museo, dopo un pò). E' un dolce semplice, moderatamente laborioso (ma ne vale la pena!), di quelli che le nostre nonne appunto facevano ai tempi in cui i dolci erano un pò un lusso, e le cose più semplici potevano essere tanto deliziose... qui parliamo di patate, susine e un pò di zucchero e cannella... che insieme diventano questi gnoccoloni ripieni e profumati che sono ben felice di adottare dalla tradizione ungherese!
Come si fa?
Iniziamo dalle patate... bollite, raffreddate e pelate. Ho già detto che per quanto mi riguarda, giuro sul sapore delle patate al selenio, secondo me non ha paragoni... per cui quelle ho usato. In retrospettiva (e confrontandomi con l'esperienza degli gnocchi ) magari mi viene il dubbio che non si prestino bene a queste lavorazioni perchè mi assorbivano una quantità enorme di farina (da qui gli gnocchi un pò corposi), ma in realtà per il dolce il sapore era così buono, che quando li rifarò continuerò a usare le mie patate preferite. Per gli gnocchi magari tenterò altre varietà....
Comunque, cosa facciamo con le nostre belle patate lesse e pelate? Ta-daaaaaannn... entra in gioco lo SCHIACCIAPATATE! In realtà non avevo idea nemmeno di che faccia avesse... ma poi ho scoperto di averne uno in casa! Ve lo presento:

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E la procedura ovviamente è semplicissima: inserisco la patata nel cestello, e schiaccio! Ecco che escono tanti vermicelli di patata.... ripeto per tutte le patate. Quante erano? 5 o 6 medie e forse erano troppe visto che me ne sono avanzate tante da farci i sopracitati gnocchi... ma vabbè!

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Impasto con la farina, anche qui vado ad occhio... ne aggiungo finchè l'impasto non è in qualche modo lavorabile!

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A parte, preparo le susine: le apro senza separare le due metà, ed elimino i noccioli:

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E mi preparo all'azione, con la pasta di patate, le susine denocciolate, e una ciotola con zucchero e cannella mischiati:

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Prendo una susina e la riempio con un cucchiaino di zucchero e cannella...

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E la poggio su un disco di pasta di patata (l'ho stesa a mattarello, e ho ritagliato dei dischi con un bicchiere)...

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Non importa che sia particolarmente preciso, perchè tanto poi bisogna ricompattare tutto a palla attorno alla susina, facendo ben attenzione a chiudere bene le giunzioni in modo che lo zucchero/cannella e i succhi di susina non scappino fuori in cottura....

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Ne preparo un pò...

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E poi bisogna cuocerli: a bollire in acqua bollente (nota: meglio calarli dolcemente con una schiumarola o un mestolo, insomma, cerchiamo  di trattarli con un pò di dolcezza! e facciamo attenzione a che non si attacchino al fondo della padella... teneteli in galleggiamento con una mescolatina delicata!)

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Dopo un pò verranno a galla come gli gnocchi... ma lasciamoli cuocere ancora qualche minuto!

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Poi li pesco fuori, e li metto a scolare...

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... mentre a fianco metto a sciogliere un pochino di burro in padella e tosto un pò di pangrattato con zcchero e cannella....

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...che mi serve la rifinitura del dolce! Infatti gli gnocchi scolati devono ancora fare un bel salto in questa padella, dove, rotolando in giro, si ricoprono di briciole dolci e profumate.... hmmmm che buoni....

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Finalmente eccoli sul piatto di portata! Belli caldi fumanti, con una spolverata extra di... indovinato, zucchero e cannella!

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Tagliandoli si scopre la susina cotta, immersa in un delizioso sughetto formati dallo zucchero e cannella che si sono combinati con i succhi del frutto, e che vanno a condire il "guscio" di patata... buonissimo!!!

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E' un dolce che va mangiato assolutamente caldo - appena fatto è meglio, ma può sopravvivere anche a un riscaldamento anche se la copertura di pangrattato perde di fragranza. Sulla temperatura però, non c'è dubbio perchè da freddo il "guscio" diventa un pò triste e gommoso... mentre fresco di padella, questo dolce è un piccolo scrigno di delizia profumata... da provare!

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